Depressione e Insonnia.

DEPRESSIONE E INSONNIA.

Secondo la classificazione diagnostica del DSM-IV, rispetto all’episodio depressivo maggiore, l’insonnia e l’ipersonnia risultano essere due dei sintomi più evidenti della depressione.
In particolar modo l’insonnia e i risvegli anticipati mattutini sembrano essere legati alla depressione endogena, al contrario l’ipersonnia viene più specificatamente collegata ad alcuni tipi di depressioni unipolari atipiche e ad episodi depressivi bipolari. Tenendo conto di queste premesse e considerando il fatto che spesso le anomalie di sonno persistono nonostante la depressione venga rimessa, l’opportuno trattamento dei disturbi del sonno potrebbe essere uno dei mezzi più efficaci per ridurre l’incidenza di depressione.
La deprivazione di sonno come terapia antidepressiva ha dato, infatti, molti risultati positivi. La deprivazione di sonno agisce sulla manipolazione dei ritmi sonno veglia conducendo a processi neurobiologici interni che potrebbero essere considerati adattivi più che patologici.
A causa di una deprivazione di sonno quindi si induce un’attivazione dei neuroni serotoninergici, dovuta ad una veglia prolungata, riportando risultati significativamente positivi nel miglioramento del tono dell’umore nei pazienti depressi, similmente ai trattamenti farmacologici che agiscono come agonisti delle monoamine o bloccanti della serotonina e norepinefrina. (depressione ipotesi monoaminergica: poche monoamine).
Questo ci spinge a considerare quindi la bidirezionalità più che la primarietà dei due disturbi. Per un prospettiva futura quindi sarebbe utile dare maggior importanza alla relazione tra insonnia e depressione ed in particolar modo svolgere degli studi più approfonditi riguardo al sistema REM-NREM in quanto quest’ultimo sembra essere il meccanismo d’azione di fondo in grado di spiegare la controversa relazione tra depressione e insonnia.

Lo stesso a mio parere potrebbe valere per tutti i disturbi d’ansia.

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