PORNODIPENDENZA DA INTERNET

PORNODIPENDENZA DA INTERNET
“Basta questa è l’ultima volta”, “Posso smettere quando voglio”, “Lo faccio solo perché mi piace farlo”, “Non è una cosa che fa male”, eccetera…
Ecco alcune difese che, chi pratica la masturbazione compulsiva con porno dipendenza da internet, innalza per proteggersi dalla realtà. Appunto difese, inconsapevoli o volontarie.
Oppure: “Faccio schifo”, “Se lo sapessero mia moglie o i miei amici o i miei colleghi”, “Sono la vergogna delle persone” “Cosa mi sta succedendo?”
La porno dipendenza da internet riguarda la visione prolungata e quasi quotidiana di immagini, video su internet o l’uso di chat erotiche.
Riguardo la pornografia molte persone credono a due errori importanti:
1) La pornografia non è una droga,
2) La pornografia non provoca una vera dipendenza.
Non è così, non è vero.
La pornografia è una vera è propria droga e provoca dipendenza patologica. Va a liberare gli stessi neurotrasmettitori che si liberano quando si assume cocaina o altre droghe: epinefrina e dopamina. La differenza sta nel fatto che nel caso delle droghe la loro produzione viene stimolata da una sostanza assunta dall’esterno, nel caso della pornografia, viene stimolata dal soggetto stesso. Ma vi è comunque una produzione in eccesso di neurotrasmettitori che porta ad un’atrofizzazione dei recettori neuronali e ad una conseguente ipoproduzione delle sostanze stesse. Coinvolge in realtà anche altre zone importanti del cervello come il lobo frontale (specialmente per quanto riguarda gli apprendimenti automatici). Insomma, senza scendere in dettagli complicati, si producono delle modifiche a livello cerebrale piuttosto consistenti, non siamo più noi a decidere, è il nostro cervello che come un tossico, vuole ancora più sostanza, ancora e sempre di più. Inoltre, la sete di pornografia ha invaso così tanto i circuiti neuronali che anche quando si parla con un’amica, una collega, una parente, si vede una ragazza per la strada, su di una rivista o in TV, nella nostra mente, si creano immediatamente delle immagini legate al porno. Si vedano questi brevi spot, fatti molto bene ma che pubblicizzano pornografia a pagamento: http://vimeo.com/87077283 e http://vimeo.com/89173284 , funziona esattamente così, si va incontro ad un vero e proprio condizionamento.
Il nostro cervello cerca gratificazione, indipendentemente dal fatto che essa provenga da droghe, alcool, gioco d’azzardo, cibo o masturbazione. Ovviamente la dipendenza insorge solo quando si esagera, quando il cervello non può più farne a meno e adotta uno o due comportamenti distruttivi per avere il suo premio.

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La pornodipendenza da internet assume caratteristiche peculiari, è per certi aspetti molto vicina al gioco d’azzardo (alle slot in particolare) o alle abbuffate compulsive, il desiderio arriva all’improvviso, mentre si lavora, mentre si studia o altro. Tutto parte da un’immagine, un ricordo, una sensazione, un pensiero automatico, in realtà non si è più se stessi, è il cervello a dettare legge. Il piacere poi è a portata di mouse, si ha un illusorio controllo, si salta da un video all’altro con curiosità frenetica alla ricerca della “dose” migliore, la gratificazione è continuamente rimandata e in un certo senso, si “accumula”. In dieci minuti si possono “possedere” più donne e “vivere” più situazioni erotiche che in dieci vite intere. La curiosità per la ricerca di nuovi video o siti, diventa pian piano compulsione, il comportamento diventa automatico, non si riesce a non attuarlo. La masturbazione è controllata, l’eccitazione è prolungata e l’orgasmo ritardato. E’ un processo coinvolgente, neurologicamente attivo, gli stimoli visivi dello schermo, i pixel in movimento, migliaia di video e centinaia di siti da cui attingere, tutti luminosi, accattivanti, stimolanti. Le ore passano senza accorgersene, si rimandano continuamente anche i bisogni fisiologici primari come mangiare, andare in bagno o andare a dormire. A comandare non è più il soggetto ma il cervello, vuole la sua droga, l’orgasmo è secondario, ciò che conta è l’attivazione costante durante la ricerca del video “perfetto”, attivazione che rimane poi attiva sempre, 24 ore su 24. Effetti collaterali di tutto questo sono che l’amore e gli affetti vengono disumanizzati, le amicizie trascurate (quando si esce si pensa spesso a quando si tornerà a casa), i partner non considerati o visti solo come delle pornostar (esistono addirittura dei gruppi di auto-aiuto per i partner dei pornodipendenti da internet, i quali possono provare grossi sentimenti di svalutazione, avvilimento, rifiuto e delusione).
Ancora, si trascura il proprio lavoro o lo studio, non ci si riesce ad applicare, si può avere un calo del desiderio sessuale (specie verso il partner, si può provare fastidio all’idea di fare sesso con lui/lei), semiimpotenza, possibilità di eccitarsi solo con materiale pornografico (a volte non ci si eccita nemmeno ma lo si fa lo stesso perché il cervello lo vuole), dolore durante l’eiaculazione e, come già detto, ogni donna “diventa” una pornostar o un oggetto sessuale. Per alcuni, la masturbazione sul web, finisce per diventare più gratificante del sesso reale.

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L’umore si abbassa, il soggetto è sfiduciato, si vede come un pervertito o uno “sfigato”, dopo la scarica dell’orgasmo prova disgusto e si ripromette di non farlo più, masturbarsi molte volte al giorno poi, può portare ad altri tipi di conseguenze: dolori muscolari, occhi stanchi, dolore al pene, difficoltà di concentrazione, stanchezza cronica, mal di testa, senso di debolezza, insonnia di vario tipo. Inoltre ci si sente in colpa per avere sciupato tanto tempo e (in alcuni casi anche soldi).
Consideriamola quindi come una vera e propria patologia e non come un vizio o un abitudine di cui vergognarsi. Si tratta di una forma patologica molto ostica da affrontare, il piacere non è solo cerebrale ma anche psicologico, l’orgasmo appaga l’individuo anche a livello cosciente e prova un piacere evidente, anche se dopo si rende conto di ciò che ha fatto e prova sentimenti negativi. Inoltre, a differenza delle abbuffate, del gioco patologico, della dipendenza da droga, la masturbazione compulsiva non lascia conseguenze visibili: non si ingrassa o non si sperpera cibo, non si spendono soldi, non si commette nulla di illegale, bastano un pc, una connessione e qualche ora di solitudine. Il soggetto non si sente sanzionato dall’esterno perché nessuno lo sa e nessuno se ne accorge, la sanzione arriva dall’interno, la qual cosa è ancora più dannosa. Il soggetto rimane solo, con la sua vergogna, il disgusto verso se stesso e gli impulsi coattivi che lo rendono schiavo di ripetere l’operazione e di cercare un nuovo illusorio piacere.

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Per uscirne fuori la prima cosa da fare, a mio parere, è quella di rendersi conto di cosa sta succedendo, prenderne consapevolezza, spezzare l’automatismo e soffermare la propria attenzione su di se e sulla propria condizione di dipendenza.
Il secondo passo è trovare il coraggio di ammetterlo, semplicemente con se stessi, ammettere di non riuscire più a controllarsi, guardarsi dentro con sincerità, senza più trovare scuse come: “da domani”, “da settembre”, “da lunedi”, ecc. Quanti domani sono trascorsi e quante ore intanto sono passate davanti ad uno schermo? Le domande da porsi sono: “Quanto spesso lo faccio? “Ogni giorno?” “Sono mai stato un giorno senza farlo o senza pensarci?” “ Se mi viene voglia ma decido di non farlo oppure ho altro da fare, ci riesco?” “Ho mai pensato di smettere?”
E’ necessaria tanta forza di volontà.
Bisognerebbe riconoscere l’utilità di rivolgersi ad uno Psicologo, nonostante la comprensibile vergogna e imbarazzo. Lo Psicologo non giudica. Egli, in seguito ad un approfondito studio del singolo caso (ogni persona è diversa dall’altra), può aiutare a capire come e perché si è originato il problema, cosa e perché ora si sta ancora mantenendo e concordare un piano d’azione per uscirne fuori. Meglio evitare psichiatri o neurologi che potrebbero lavorare solo con potenti psicofarmaci rischiando di creare poi una diversa dipendenza senza risolvere il problema alla base. La consulenza psichiatrica dovrebbe essere fatta solo per casi seri e in seguito al suggerimento dello Psicologo.
E’ fondamentale l’astinenza completa per consentire, in un tempo variabile, ai circuiti cerebrali di normalizzarsi, di ritrovare il giusto equilibrio, stabilizzare la produzione di dopamina al livello normale e contemporaneamente, rinforzare nuovi comportamenti gratificanti, più sani nel soggetto.
Bisogna anche modificare pian piano l’idea che queste persone si sono costruite del sesso e delle donne. Spesso credono che praticare sesso estremo, orge, triangoli, avere rapporti occasionali sia normale. Credono che tutte le donne sono sempre disponibili o facilmente accessibili come le protagoniste delle esili trame narrative dei film porno. E’ una falsa normalità veicolata da milioni di film o video presenti sul web. La mente crede a quello che vede e sente più spesso e a quello che maggiormente gratifica il nostro cervello.
Non è vero!!!
Non è così, anzi, molto spesso i protagonisti di questi filmati sono sfruttati, indotti alla prostituzione, drogati, soggiogati psicologicamente o ricattati. Si prestano per poche centinaia di euro, per necessità, per bisogno. C’è inoltre un tasso altissimo di morti premature e di suicidi tra pornostar (vi invito a visionare questo video un po’ triste: https://www.youtube.com/watch?v=U5OpsS2B4z0 ).
E’ importante sottolineare che la porno dipendenza da internet può riguardare un po’ tutti, in maggioranza si tratta di uomini ma un 30% circa è rappresentato da donne. Coinvolge anche persone sessualmente appagate, fidanzate, sposate, anche con figli, di tutte le età e di tutte le condizioni, anziani, giovani, adolescenti, ricchi, poveri, colti e poco istruiti. A questo proposito consiglio di vedere un ottimo film, fatto molto bene che tratta dell’argomento in modo approfondito ma ironicamente: “Don Jon” di Joseph Gordon-Levitt.
Quali sono le cause?
Come ho già detto ognuno di noi è diverso dall’altro. Il fatto che il materiale porno è così facilmente accessibile, gratuito, ha un’influenza fondamentale. Magari si inizia da un evento isolato, scaturito un periodo in cui non si ha un partner e poi lentamente, col passare dei mesi o degli anni, si scivola nel circolo vizioso e ci si ritrova a cercare compulsivamente materiale hard sul web ogni giorno.
Spesso la noia gioca un ruolo importante, si ricercano stimoli, passatempi, svaghi e i siti porno sono molto attivanti.
Altri fattori, più profondi, riguardano tratti di personalità: nevroticismo, immaturità affettiva o personale, maltrattamenti fisici o sessuali subiti in passato, esperienze emotive spiacevoli vissute, storie di vergogna, trascuratezza o rifiuti affettivi, incapacità ad affrontare le proprie emozioni negative o di viversi i propri vuoti o le proprie sofferenze emotive. Tutti noi ne abbiamo, solo che molti si rifugiano in attività protettive di vario tipo (gioco, droga, alcool, divertimento sfrenato, cibo, porno, ecc.) per non rimanere mai soli con se stessi, coi propri pensieri, le proprie emozioni e il proprio mondo interno. La masturbazione compulsiva con visione di siti porno diventa un’attività sostitutiva per non pensare, per tenere alla larga pensieri o emozioni sgradite.
Col tempo diventa una vera e propria dipendenza patologica, non è un vizio e non è una cattiva abitudine.
Per chi vuole approfondire suggerisco questo video, abbastanza buono: https://www.youtube.com/watch?v=OP0LGEolQDM .

Dott. Vito Lupo

www.vitolupo.it

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